Programma
Ore 9:30 chiesa di San Grato del Borghetto: preghiera dell’ora terza e benedizione dell’urna.
a seguire davanti la chiesa san Grato del Borghetto l’urna del Santo sarà collocata sulla carrozza a cavalli. Inizierà la processione con in testa 10 bambini che omaggeranno il santo spargendo petali di fiori, i priori 2026 e ragazze con le Matarille; accompagneranno la processione gli Alfieri con le bandiere delle parrocchie e la Banda musicale. Il percorso sarà Borghetto, piazza Maretta, via Arduino, piazza di Città
a seguire la processione si fermerà in Piazza di Città per il saluto delle autorità civili e militari;
a seguire la processione proseguirà verso il Duomo per via Palestro, via Varmondo, Piazza del Duomo
Ore 11:00 chiesa del Duomo: arrivo della processione e solenne celebrazione della santa Messa in onore del Santo Patrono Savino presieduta da sua Eccellenza Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea
La processione
La processione di San Savino affonda le sue radici in epoca medievale.
Si svolgeva nei pressi della Cattedrale, con partecipazione riservata principalmente al clero ed ai notabili cittadini. Le cronache riportano episodi miracolosi durante il trasporto delle reliquie, che contribuirono a rafforzare la devozione popolare.
La processione assunse nel tempo un carattere più solenne e cittadino, con partecipazione delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e delle autorità civili.
Nel 1744 il vescovo Michele Vittorio De Villa ottenne il permesso di spostare la festa del santo Patrono al 7 luglio, a causa delle rigide condizioni climatiche invernali. Le reliquie furono collocate in una nuova urna (donata dal Comune) in legno intarsiato e dorato, dotata di cristalli, realizzata per essere portata in processione. Si confermò l’usanza di trasportare l’urna su un carro cerimoniale, decorato con fiori e drappi, lungo un percorso che toccava i principali luoghi simbolici della città.
Le cronache ottocentesche descrivono la processione come una manifestazione di identità civica, con partecipazione di milizie cittadine, bande musicali, delegazioni rurali e molti fedeli. Le vie cittadine erano ornate di archi trionfali e immagini sacre.
I cavalli assunsero un ruolo centrale, sia nella processione che nella fiera parallela, rafforzando il legame con la tradizione contadina e il passato romano della città (Eporedia).
Dopo le due guerre mondiali, la processione fu ripristinata con rinnovato fervore, mantenendo l’uso del carro trainato da cavalli. Anche se la festa si arricchì di eventi collaterali, la processione rimase il cuore spirituale della celebrazione.
Anche quest’anno, per riprendere le antiche tradizioni:
Il Santo visita le parrocchie e le vie della città: la processione parte dalla parrocchia di San Grato del Borghetto e percorre le vie centrali della città per arrivare al Duomo.
Il Santo viene omaggiato :
- la processione è aperta da 2 bambini per ognuna delle parrocchie di Ivrea, che spargono petali di fiori davanti alla carrozza del Santo Patrono e dai Priori 2026
- seguono giovani donne con le Matarille, alti coni posti sulla testa e decorati con fiori e immagini sacre, simbolo della devozione popolare ancora presente in alcuni paesi del Canavese
- la processione è accompagnata dagli Alfieri con le bandiere delle parrocchie e dalla Banda
- la processione percorre via Arduino
- in Piazza di Città la processione riceve il saluto ufficiale alle autorità civili e religiose
- in via Palestro il passaggio della processione viene accolto da petali di fiori lanciati dai balconi
Il programma di martedì 7 riporta tutti i dettagli della processione.


