Promotori e Organizzatori

La Festa di San Savino è un manifestazione promossa dalla Città di Ivrea e dalla Diocesi di Ivrea.

Saluto del Sindaco

FESTA DI SAN SAVINO 2026

La Festa di San Savino torna ogni anno a ricordarci una cosa semplice ma importante: una città vive davvero quando le sue strade si riempiono di persone, di passi, di voci e di incontri. Vive nello stupore dei bambini che guardano i cavalli, nelle famiglie che si ritrovano in piazza e nei visitatori che scoprono Ivrea attraverso la sua festa più identitaria e popolare.

“Il Santo, i cavalli, le vie” è il filo conduttore che guida la festa fin dal 2023. Un’idea che racconta bene le diverse anime di questo appuntamento: la dimensione spirituale e religiosa del Patrono, il legame profondo tra Ivrea e il mondo equestre — che attraversa la nostra storia dalle origini romane di Eporedia fino ad oggi — e le vie della città, che in questi giorni diventano uno spazio condiviso di festa, socialità e bellezza.

San Savino è una tradizione antica che continua a parlare al presente. Perché le feste popolari non custodiscono soltanto la memoria: creano nuovi ricordi, rinsaldano legami, fanno sentire una comunità parte di qualcosa di comune. Come scriveva Cesare Pavese ne La luna e i falò: “Una festa ci vuole, e dev’essere per tutto il paese; una festa è qualcosa che interrompe il tempo e fa ricominciare la vita.”

Per rendere possibile questo miracolo collettivo, ringrazio di cuore l’Associazione Eporedia 2004, gli Amis ad Piassa d’la Granaja, gli uffici comunali, la Protezione Civile, i volontari, gli artisti, le bande e tutte le persone che con passione e impegno si spendono per questa manifestazione così amata.

A tutti gli eporediesi e agli ospiti che saranno con noi, rivolgo l’invito più semplice e più bello: vivere San Savino con leggerezza, curiosità e spirito di condivisione.

Buona Festa di San Savino a tutti!

Il Sindaco
Matteo Chiantore

Saluto del Vescovo Daniele Salera

“È possibile che un uomo morto dia un qualche aiuto a uno vivo?”. Così affermò Ariulfo che combatté contro i Romani a Camerino, vincendo anche grazie all’aiuto di un uomo misterioso che aveva visto combattere dalla sua parte. Questo sconosciuto era stato mirabilmente notato soltanto da lui, conte di Spoleto, e non dalla sua gente. Quando poi Ariulfo arrivò nella basilica di Savino a Spoleto, nella quale erano raccolte le ossa del santo vescovo e martire, gli fu detto che era usanza passare in quel luogo sacro e chiedere aiuto ogni volta che ci si apprestava ad andare in guerra. Entrando nella basilica egli fu immediatamente colpito dall’immagine di Savino: corrispondeva esattamente a quell’uomo che aveva visto combattere a suo fianco procurandogli la vittoria. 

(Dalla Historia Longobardorum di P. Diacono, Milano, 1998)

La fede prende corpo sempre un po’ così, per intervento della grazia, ma anche in quella “culla” che è la pietà popolare: la fede semplice tramandata di generazione in generazione a cui il popolo lega non solo le proprie conoscenze ma soprattutto gli affetti più veri. Altra caratteristica della fede è che essa è gratuita, viene misteriosamente donata senza alcun merito anche in contesti non propriamente abituali. Muovendomi per le varie località della diocesi, mi capita spesso di osservare edicole con immagini di Maria e dei santi. Non tutte sono in buono stato ma mi colpisce il fatto che siano presenti ovunque e soprattutto nella campagna o per i sentieri di montagna. Questo dato mi fa pensare non tanto ad una fede che non c’è più, quanto piuttosto ad una fede vissuta nei contesti della vita quotidiana: le edicole sono state realizzate laddove si coltivavano i campi, si portavano le bestie al pascolo o negli alpeggi. Con esse non solo si affidava il proprio lavoro e dunque il proprio sostentamento all’intercessione dei santi, ma si coglieva la grande opportunità di pregare laddove ci si trovava, soprattutto se per sostenersi si passava molto tempo in luoghi distanti da chiese o cappelle. La fede popolare si sviluppava così: nella semplicità del lavoro quotidiano, ma in particolare laddove il lavoro e il guadagno potevano essere sottoposti all’incertezza delle stagioni e delle intemperie. La fede cresce in contesti in cui l’uomo non può controllare tutto o in cui si trova a contatto costantemente con ciò che è più grande di lui. È così che vorrei ci preparassimo all’annuale festa di San Savino: portando al santo le nostre necessità quotidiane, la nostra umanità e per quanto mi riguarda, la nostra gente. Portargliela affidandogli ciò che non possiamo possedere o prevedere, i nostri affetti più veri. 

La città di Ivrea, ricca della sua storia millenaria ma anche di tanti desideri e vitalità, porterà al santo le sue necessità più profonde, i suoi desideri più alti, la grande voglia  di vita piena che la caratterizza. Chissà che nel nostro quotidiano vivere, non ci si affianchi uno sconosciuto che combatta al nostro fianco e custodisca i nostri giorni. Ariulfo è stato invitato a credere in modo prodigioso, ma anche a noi è data oggi la possibilità di poter dire, questa volta non più in forma di domanda: “è possibile che un uomo morto dia un qualche aiuto ad uno vivo”.

Daniele Salera
Vescovo di Ivrea

Saluto del Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte

Con emozione saluto l’inizio della Festa di San Savino 2026, un evento che è caratterizzante della storia di Ivrea.

Anche quest’anno, dal 4 al 7 luglio, la città si appresta a vivere quattro giorni colmi di appuntamenti. Diversi e complementari fra loro. Un po’ come si evince chiaramente dal suo sottotitolo: “il Santo, i Cavalli, le Vie”.

Da tradizione si intrecceranno eventi religiosi, l’importantissima fiera equina e la comunità che si riverserà nelle strade con i suoi banchetti, con i suoi mercati, con la sua vita.

Sarà bello vedere le vie e le piazze trasformarsi in un grande salotto dove incontrarsi, divertirsi e mangiare anche del buon cibo.

Sì, la festa di San Savino diventa occasione per staccare dal tran tran quotidiano, per allontanarsi dalle preoccupazioni e dalle ansie di questa attuale società e per rituffarsi nella gioia e nella bellezza di essere comunità.

È soprattutto un’occasione per stare insieme, per condividere tempo ed emozioni, per crescere come territorio. È un momento per guardare negli occhi i propri vicini e conoscersi meglio, per creare legami e rafforzare quelli già esistenti.

Ci tengo, quindi, a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, a partire dall’Associazione “Eporedia 2004” che lavora con passione e serietà per rendere possibile tutto ciò.

Un ringraziamento speciale anche all’amministrazione comunale, che supporta e permette che questi giorni possano continuare a svolgersi tra mille incombenze da affrontare e superare.

Grazie per il vostro impegno. Buona festa a tutti!

Davide Nicco
Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte

Associazione Eporedia 2004

L’Associazione Eporedia 2004 è l’ente individuato dal Comune di Ivrea, tramite bando, per l’organizzazione della Festa di San Savino per il triennio 2024-2026.

L’Associazione nasce per iniziativa di una trentina di persone, già impegnate da tempo, a diverso titolo, nella progettazione di eventi e manifestazioni.

L’Associazione si propone di organizzare eventi per sostenere, conservare e promuovere le tradizioni e la cultura di Ivrea e del Canavese e, più in generale, di incoraggiare la cultura, le tradizioni, la gastronomia locale e il turismo ad essa legato.

Dalla sua costituzione nel 2004 ad oggi, l’Associazione ha organizzato sul territorio di Ivrea numerose manifestazioni, riproponendole anche per più anni, tra le quali ricordiamo:

  • Festa Patronale di San Savino e fiera equina
  • “Mestieri della memoria”, spaccati di vita contadina del tempo che fu
  • Mostra dei bovini di razza Valdostana Pezzata Rossa e Sagra del Bollito
  • Festa dell’Assunta (15 agosto) con infiorata sul piazzale del Duomo cittadino 
  • Nel 2008, Cerimonia per il 150° anniversario della ferrovia Chivasso-Ivrea con arrivo in stazione di un treno speciale trainato da una locomotiva a vapore e Centenario della fondazione della Olivetti Spa con allestimento, in piazza Ottinetti, di uno stand che riproponeva la fabbrica di mattoni rossi ed una linea di lavorazioni
  • Cerimonia di saluto di commiato di Don Farinella nominato vescovo a Biella nel 2018 in collaborazione con la Curia di Ivrea

L’Associazione Eporedia è iscritta dal 2024 al RUNTS con la denominazione Associazione Eporedia 2004 APS ETS.