Jazz, swing e gipsy e gli strumenti a corda animeranno Piazza Ottinetti con un vero piccolo Festival. La musica manouche incarna da sempre la contaminazione, il melting pot culturale, il ballo e la festa. Incarna lo spirito dell’accoglienza e della mescolanza dai primi decenni del ’900
Nato dalla fusione di generi come la musette francese e lo swing americano è diventato un genere unico che ancora oggi riesce ad essere innovativo e trascinante e che in Italia trova nel Piemonte la sua casa naturale.
I gruppi che si alterneranno, oltre a portare l’allegria e dar corpo allo spirito della festa, mostreranno approcci diversi a un genere nelle sue mille sfaccettature.
GRUPPI:
20 Strings Maurizio Mazzeo – chitarra; Alberto Palazzi – chitarra; Andrea Garombo – contrabbasso; Paolo Inserra – batteria
I 20 Strings sono un gruppo jazz manouche che nasce nel 2012, da un’idea di Maurizio Mazzeo, composto da musicisti di talento che propongono un repertorio ispirato alle sonorità di Django Reinhardt. Con una solida carriera alle spalle, la band ha suonato in numerosi jazz club, festival e eventi privati sia in Italia che all’estero. La loro musica, che spazia dalle performance dal vivo alla ricerca sulle registrazioni storiche di Reinhardt, unisce tradizione e innovazione, portando sul palco un sound autentico e coinvolgente.
Caravan trio Federico Tosi – contrabbasso; Lorenzo Panero – chitarra manouche; Oliver Crini – chitarra elettro-acustica; Vittorio Ostorero – chitarra manouche
Il Caravan trio è un quartetto musicale che fonde manouche con influenze reggae, classiche, elettroniche, rock, jazz e folk. L’approccio a Django Reinhardt che li contraddistingue è indissolubilmente legato al lato romantico di questa musica, un aspetto che non traspare di primo acchito a chi si avvicina al genio del manouche. Sarà un viaggio nel tempo, riscoprendo il sapore di una serata parigina degli anni ’30, e nello spazio ascoltando le innumerevoli influenze musicali che hanno caratterizzato questo genere musicale nella sua storia.

