San Savino in marcia

  • Domenica 5 luglio 2026
  • zzzevento
ore 9:30

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Centro storico

La sfilata sarà formata dai Frustatori di Rocchetta Tanaro con banda, dalle proloco con gruppi a cavallo, dal Gruppo Cornamuse, dai Credendari di Ivrea a cavallo e da circoli ippici del canavese.

 

I Frustatori di Rocchetta Tanaro  

Gruppo folcloristico nato a Rocchetta Tanaro negli anni 70 ricordando il vecchio mestiere del ” CARRETTIERE ” (conducente). 

I carrettieri, con i loro carri trainati da cavalli, trasportavano i prodotti dal paese alle grandi città formando lunghe carovane. Le Fruste non erano usate sui cavalli ma, al contrario, erano schioccate in aria, accompagnando così il passo dell’animale; per chi li sentiva arrivare da lontano sembrava di assistere ad un vero e suggestivo concerto di fruste.

Inizialmente gli elementi del gruppo facevano parte tutti di una stessa famiglia: zii, nipoti e pronipoti.

I Credendari di Ivrea

Il gruppo Storico nasce nel 1985, per volontà di alcune persone desiderose di dare un contributo al corteo del Carnevale d’Ivrea, seguendo le precise indicazioni storiche fornite dal Professor Federico Perinetti.

Il nome “Credendari” ha origini medioevali. “Credendari” erano gli uomini che rappresentavano i vari rioni, arti e mestieri, borghesia, nobiltà e formavano il governo della città. Avevano la loro sede nel palazzo della Credenza situato nella parte alta di Ivrea. Detenevano i poteri amministrativi e legislativi, mentre i poteri giudiziari venivano gestiti dal Podestà, eletto annualmente dal Consiglio della Credenza. I Credendari duravano in carica tutta la vita.

Il Gruppo Storico si fa strada partecipando alla sfilata del sabato sera del Carnevale con il Podestà Mondino e l’allora Segretario del Comitato, Serafino Actis Perino. Nel 1990 i Credendari raggiungono l’autonomia economica ed iniziano a confezionare i propri abiti storici, segnando una tappa fondamentale nella loro crescita.

Nel corso degli anni, i Credendari sono conosciuti non solo in Piemonte. Partecipano ad eventi importanti a Verona, Arezzo, Urbino e Leonessa, dove vengono premiati per il rispetto e la dignità dimostrata nei confronti dei cavalli durante la “Rassegna delle Regioni a Cavallo”. Un riconoscimento che rimane particolarmente caro al gruppo.

Le ore passate nell’allestimento del campo d’armi, nella cura delle scuderie e nei cortei storici sono diventate momenti cruciali di coesione e di forte spirito di aggregazione. Oggi, nonostante le difficoltà legate ai cambiamenti sociali che hanno reso più complicato il coinvolgimento delle nuove generazioni, i Credendari guardano al futuro con fiducia.

“Ogni traguardo raggiunto è solo un nuovo punto di partenza”, commenta Rudy Bonino, fondatore e presidente del gruppo.

Le proloco  

Cossano Canavese, immerso tra boschi di castagni, querce e acacie, è da sempre un luogo ideale per la crescita dei funghi porcini. Erano soprattutto le donne, le “funsere”, a recarsi nei boschi con il loro cestino di vimini alla ricerca di questi profumati e deliziosi frutti della natura. Per contribuire al sostentamento della famiglia molti uomini si dedicavano al commercio ambulante: caricavano sacchi di granaglie sui carri trainati dai cavalli e percorrevano il Canavese alla ricerca di acquirenti.

Torre Canavese è un paese storicamente con tanti mestieri, come la coltivazione del grano, della “meliga” e della canapa, ma anche l’allevamento del baco da seta e una forte tradizione di boscaioli. Quando  però i frutti della terra non bastavano per i bisogni delle famiglie, molti torresi erano costretti a cercare altre forme di sostentamento come l’emigrazione verso altri paesi europei, dove tanti uomini trovavano lavoro come spazzacamini. Per questo abbiamo voluto ricordare e rendere omaggio anche alla figura dello spazzacamino, simbolo di sacrificio, coraggio e speranza.

La Pro Loco di Settimo Rottaro ha l’obiettivo di promuovere il paese, le sue tradizioni ed il Salam ‘d Patata, il suo prodotto tipico, riscoprendo i sapori genuini della tradizione. Vengono proposti i mestieri rottaresi che rappresentano le attività tipiche di un tempo passato come lo Sterneghin, colui che faceva le sterne ossia le strade a ciottoli e la Filaura, colei che filava la canapa, allora molto coltivata, raccolta e trattata fino a realizzare dei tessuti molto resistenti.

Azeglio è conosciuto in Canavese per due mestieri molto diversi fra loro: i pescatori e i seggiolai. Il primo appartiene alla storia più recente e si basa sulla pesca di un pregiato pesce lacustre, il Coregone, mentre il secondo risale agli ultimi decenni dell’Ottocento, rendendo il paese un importante centro artigianale dove si è sviluppata l’arte della costruzione delle sedie, apprezzate in tutto il Canavese ed esportate con successo anche oltre confine, arrivando perfino negli Stati Uniti d’America.

Pavone Canavese rievoca i momenti di vita quotidiana e contadina del passato: viene infatti presentato l’omnibus, un carro trainato da animali con a bordo mamme e bambini, ricreando l’atmosfera autentica di un tempo; grazie agli abiti tradizionali ed ai dettagli della rappresentazione, si vuole rendere omaggio alla quotidianità delle famiglie pavonesi dell’Ottocento.

La Pro Loco di Trausella racconta il mestiere  dei “Marghé”, gli antichi contadini e allevatori che da generazioni custodiscono la tradizione della produzione dei tipici formaggi della Valchiusella. Un mestiere antico, fatto di passione, sacrificio e profondo legame con la montagna, tramandato nel tempo con la stessa cura e dedizione di un tempo. Ancora oggi, questa preziosa tradizione continua a vivere, mantenendo intatti i sapori autentici e la cultura del territorio.

San Bernardo porta in città la vita delle campagne eporediesi tra gli anni ’30 e ’50: la storia rurale rinasce in una suggestiva sfilata di costumi e attrezzi d’epoca, un’occasione per esplorare gli usi e i costumi di una civiltà contadina canavesana.

I laboriosi abitanti di Cascinette d’Ivrea, dopo una settimana di lavoro nei campi, aspettavano con gioia la domenica pomeriggio perchè era il momento dedicato all’incontro, alla musica e alla compagnia. Si ritrovavano nei cortili delle cascine accolti dal calore delle famiglie riunite e con una fisarmonica, un violino o una chitarra davano inizio alla festa. Le aie si riempivano di voci e del suono allegro degli strumenti popolari dei “Sunadur dla Duminica”, uomini semplici, custodi di una tradizione autentica fatta di amicizia, musica e allegria.

A Samone, tra il rumore dei trattori nei campi e i girafieno al lavoro sotto il sole, rivive ogni giorno l’anima autentica del mondo contadino. Le cascine animate, i gesti antichi tramandati dai nonni e il legame profondo con la terra raccontano una storia fatta di sacrificio, dignità e tradizione. È qui che affondano le radici dell’identità del paese: nella fatica delle mani, nei valori semplici e sinceri, nell’orgoglio di custodire un patrimonio che continua ancora oggi a unire generazioni.